Lui & Lei
yoschimoto II parte
Kimboy74
07.05.2026 |
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L’amica si avvicinò, si inginocchiò tra le sue gambe, e infilò due dita nella fica ancora pulsante..."
Il video continuava a scorrere sullo schermo, mentre la madre di Elena teneva lo sguardo fisso sui due corpi neri che pompavano sua figlia. I gemiti della ragazza riempivano la stanza, mescolandosi al respiro pesante della donna. L’amica, accanto a lei, si avvicinò, appoggiando una mano sulla sua spalla.«È così bello vederla mentre si fa prendere, vero?» sussurrò, sfiorandole il collo con le dita. «Ma ora guarda cosa ha fatto Yoschimoto. L’ha trasformata in una brava bambina. È un peccato, ma anche un’opportunità.»
La madre di Elena non rispose, ma la sua mano scivolò lentamente tra le proprie gambe, iniziando a massaggiarsi sopra i pantaloni. L’amica sorrise, abbassandosi la cerniera dei jeans.
«Anch’io ho bisogno di sfogarmi. Fiorella è fuori con le amiche, ma tornerà tra un’ora. Sai, ieri sera l’ho vista mentre si faceva scopare da due ragazzi del liceo. Aveva la bocca piena di cazzo e le gambe aperte. L’ho registrato, naturalmente. Vuoi vedere?»
La madre annuì, mentre le dita si infilavano dentro le mutandine. L’amica aprì un’altra cartella sul computer, e sullo schermo apparve una scena diversa: Fiorella, la figlia diciottenne, a carponi sul letto mentre un ragazzo la prendeva da dietro, le tette che oscillavano a ogni spinta. Un altro ragazzo le stava davanti, infilandole il cazzo in gola.
«Oh, che puttana» gemette la madre, aumentando il ritmo. «È come Elena prima. Forse Yoschimoto non serve solo per lei. Forse può servire anche per Fiorella.»
L’amica si sfilò i jeans completamente, si sedette sulla sedia accanto e iniziò a masturbarsi apertamente, le dita affondate nella fica bagnata. «Io non voglio che cambi, a dire il vero. Mi piace così. Ma se questo Kenji giapponese può renderla più brava a scuola, magari lo prendo in considerazione. Ma intanto… voglio vederti venire mentre guardi tua figlia che viene presa.»
La madre di Elena chiuse gli occhi, la mano umida e veloce. «Sì, sì… sto per…» ansimò, mentre il video continuava a mostrare il cazzo nero che entrava e usciva dalla figlia. «Elena… Elena… accidenti…»
Venne con un gemito strozzato, la testa reclinata all’indietro. L’amica rise, continuando a masturbarsi. «Brava. Ora guarda Fiorella. Le piace quando la prendono in bocca, vedi? La lingua che leccava i coglioni di quel ragazzo…»
La madre guardò lo schermo, ora con gli occhi socchiusi. Fiorella era inginocchiata, il cazzo del secondo ragazzo ancora nella sua bocca mentre il primo la riempiva di sborra sulla faccia. Sospirò.
«Dobbiamo organizzare un incontro. Yoschimoto con Fiorella, o Kenji con entrambe. Magari anche un po’ di sesso di gruppo, così tornano a divertirsi, ma senza perdere la disciplina. Che ne dici?»
L’amica smise di masturbarsi, le dita ancora dentro. «Dico che stasera voglio venire di nuovo. Ma prima, i nostri mariti sono fuori per lavoro, le ragazze non torneranno prima di sera. Abbiamo tutto il pomeriggio. Possiamo continuare a guardare, o possiamo provare a fare qualcosa di più… interessante.»
La madre di Elena si alzò, si sfilò i pantaloni e le mutandine bagnate, e si sedette sul divano di fronte al computer, le gambe aperte. «Vieni qui. Voglio sentire le tue dita mentre guardiamo i video. Poi magari ti faccio vedere come Elena mi leccava prima che arrivasse Yoschimoto. Ma ora… godiamoci lo spettacolo delle nostre figlie troie.»
L’amica si avvicinò, si inginocchiò tra le sue gambe, e infilò due dita nella fica ancora pulsante. «Allora, si ricomincia. Ma promettimi che mi parlerai di Kenji. Voglio sapere se è bravo a scopare quanto a redimere.»
La madre rise, gettando indietro la testa. «Lo sapremo presto. Ma intanto, stringi più forte. Fammi venire ancora. E poi mi racconti di Fiorella con quei due negri. Voglio sentire ogni dettaglio.»
Le dita dell’amica si muovevano veloci, mentre sullo schermo un nuovo video cominciava: Fiorella, sdraiata a pancia in giù, un cazzo nero che le sfondava il culo, mentre un altro le schiaffeggiava le tette. La stanza si riempì di gemiti e schiocchi bagnati, mentre il pomeriggio si consumava in un vizio silenzioso, tra orgasmi e progetti di futuri incontri. Yoschimoto e Kenji sarebbero diventati i burattinai di quel gioco perverso, ma per ora le donne si godevano il potere di guardare, toccare, e decidere.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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